A partire dalla storia dei nuovi media ad arrivare al perché il media design ha intriso il tessuto della comunicazione e modifica in continuazione il modo di pensare.

In pratica: la prendo leggermente alla lontana..

  1. Evoluzione delle forme di comunicazione
  2. Nascita dei nuovi media
  3. Modifica del linguaggio
  4. Il multimediale da estrinseco a intrinseco
  5. Quindi
  6. La fondamentale importanza del Media Designer e di come dovremmo esserlo tutti un pò
  7. Tutto quello che ho scritto in questo post è sbagliato
  8. Il Media Design e i piloti di Formula 1

media ‹mìidië› s. pl., ingl. [propr. «mezzi (di comunicazione)», plur. di medium che è dalla forma neutra dell’agg. lat. medius «medio»], usato in ital. al masch. pl. – Forma ellittica, frequente nell’uso internazionale, dell’espressione ingl. mass mediai giornali e gli altri mediala diffusione dei media più moderni.

1. Evoluzione delle forme di comunicazione

Se pensiamo alle prime forme di comunicazione possiamo immaginare gli uomini primitivi emettere suoni gutturali e gesti per poi evolversi verso la lingua parlata. successivamente sono nate le prime forme di comunicazione tramite segni e simboli fino ad arrivare alle prime scritture.

La società moderna, fino a prima del digitale aveva quindi in essere le forme di comunciazione prevalenemente verbali e testuali. Si usavano i telefoni fissi, le lettere, e solo in qualche raro caso vi erano radioamatori che comunicavano con altri appassionati in giro per il mondo.

Tutto questo portava quindi la persona comune a leggere e scrivere e a sentire mezzi monodirezionali quali la televisione e la radio. Negli ultimi anni però la situazione è cambiata radicalmente. Facciamo una breve riepilogo dell’evoluzione delle forme di comunicazione, riusciremo a comprendere meglio la loro funzione nel meraviglioso mondo del media design.

2. Nascita dei nuovi media

  • 2003 – Skype che introduce le prime videochiamate veramente accessibili
  • 2004 – Facebook il primo vero social network
  • 2005 – YouTube, all’inizio meno fruibile, ora ogni ragazzo anche delle scuole medie è in grado di postare video
  • 2006 – Twitter un ulteriore cambiamento nelle forme di comunicazione
  • 2007 – iPhone prima c’era solo il black berrry, dall’iphone in poi nasce lo smartphone come lo conosciamo oggi
  • 2009 – Whatsapp da questo momento in poi nasceranno i famigerati gruppi dei genitori della scuola. Dove per un messaggio con un minimo di rilevanza se ne hanno almeno altri 25 in risposta completamente inutili
  • 2010 – Instagram l’immagine la fa da padrona, al momento il social in primo piano tra gli adolescenti. Sembra un dettaglio ma la difficoltà di condividere i post altrui lo rende più pulito e gradevole rispetto a fecebook
  • 2011 – Snapchat is launched.
  • 2016 – TikTok dove si va verso nuovi segni di demenza

Contestualmente a questa evoluzione dobbiamo notare altre due elementi che hanno avuto una crescita esponenziale: la velocità di connessione e lo sviluppo e la potenza dei cellulari la possibilità di crearsi un sito in modo semplice con strumenti come WordPress.

Questi due elementi insieme hanno dato il via a microforme di comunicazione. Ad esempio pensiamo al video, prima ci voleva una attrezzatura di un certo tipo, ora basta un cellulare per acquisire un video da poter utilizzare su Youtube. Infine vi sono elementi meno evidenti ma che contribuiscono a creare dei sublinguaggi ad esempio le chat dei videogiochi, dove ragazzi chattano con abbreviazioni, termini e slang del tutto particolari.

3. Modifica del linguaggio

Ma quel’è il filo conduttore di tutto questo discorso? La cosa che è accaduta nella realtà è che ognuno dei canali usati ed elencati in precedenza modifica parzialmente il linguaggio quale che esso sia. Faccio alcuni esempi:

Skype ti ricordi le prime videoconferenze? Ebbene si sperava nella possibilità di interloquire a distanza ma nella realtà la riunione era costellata di quei momenti di imbarazzo dove non si sapeva se gli altri avevano capito bene, se tutti fossero in ascolto e se toccava a noi parlare oppure no. Certamente questa pratica si evolverà e alla fine con il passare degli anni e la messa in pratica la struttura delle riunioni è cambiata riuscendo ad avere un senso anche con la videochiamata.  Il meeting diventa più concreto, i messaggi sono più diretti e con meno fronzoli. Vi sono anche aspetti negativi certo ma non è questa la sede per discuterne. Ciò che conta è che la strutturazione del linguaggio verbale si è adatttata ad una nuova condizione.

Facebook il primo social network ha portato altre novità nel modo di comunicare. Oltre alle ovvietà dovute all apiattaforma, ha inzinizato a cambiare anche il modo di esprimersi, si sono abbattute le barriere tra tra i ruoli e le clasis sociali, ma sopratutto si è iniziata a capire la necessità di COMUNICARE il proprio lavoro, le proprie idee e lo storytelling ha incominciat a nascere. Incomincia a cambiare anche il linguaggio diventando meno formale e introducendo maggiormente la forma del “tu”. Le immagini incominciano a prendere il sopravvento sulla testo scritto.

YouTube, il famoso canale, unito allo sviluppo delle reti internet porta invece all’introduzione dei video, a quelli della mia generazione potrà sembrare ancora una cosa lonata ma il video sta prendendo il sopravvento sia sulle immagini che sul testo scritto. E questo cosa comporta?? lo vedremo nella prossimo capitolo!

Twitter un ulteriore cambiamento nelle forme di comunicazione. Il limite dei 140 caratteri porta a frasi con estrema dote di sintesi. Il linguaggio, giocoforza, cambia ulteriormente, si arriva subito al concetto. il testo si frammenta perchè i messaggi tendono ad essere in tempo reale. Cambia il modo di esprimersi. Ma si avvia anche una sottoabitudine. Quella (come facico io) di mandare un rimando al testo completo di un post. Questo implica di conseguenza l’attività di scrituttura sui blog oppure di crezione video sulle varie piattaforme.

iPhone la nascita degli smartphone ha fatto da collettore per tutte le digitalizzazioni espresse in questo capitolo abbattendo la barriera tra la postazione classica in ufficio o a casa e il nostro collocamento geogtrafico. in pratica possiamo fare tutto ocvunque. Ebbene e cosa succede quindi? Accade che a perdere forza sia la progettazione. Ovvero, nel tutto e subito non è possibile curare tutti i dettagli. La sua interfaccia è stata positivamente devastante nel campo del media design.

Email le mail diventano più stringate e spesso contengono errori di battitura o errori dovuti al correttore (!!) spesso si prova ad affrontare argomenti complessi su piattaforme che non sono nate per lo scopo come whatsaspp. i messaggi sono sgrammaticati per cui si tende a crearne di più semplici.le forme di cortesia vanno a quel paese tutti scrivono come se fossero a fianco a te in quel momento anche la grafica ne patisce poiché si diffonde l’utilizzo di elementi grafici, effetti fotografici e tante altre amenità pronte all’uso. In sostanza viene a morire la progettazione di un testo, di una immagine, di una ripresa video.

Whatsapp uno degli elementi di maggior distrazione tende con naturalezza a portare sullo stesso piano: discorsi complessi, messaggi diretti, messaggi personali, e qualsiasi cosa si possa scrivere. Pensiamo a come sia sbagliato utilizzarlo per comunicazioni istituzionali: hai mai partecipato ad un gruppo wa di classe? Per un messaggio utile mandato dal rappresentante di classe ne seguono 50 di riposte completamente inutili e fuorvianti.

Instagram con istagram aumenta l’importanza delle immagini, purtroppo a dismisura, e a discapito dei testi, ma la necessità di acquisire immagini fatte bene e di qualità soddisfacente diventa a volte importante (altre volte invece, paradossalmente no ma questo fa parte della strategie). Ma la strategia che c’è dietro una scelta è appunto tale, prima non c’era. Quando per scattare una foto bisognava pagare lo sviluppo o comunque avere una attrezzatura fotografica adeguata la strategia era intrinseca nella selezione dello scatto. Ora invece diventa intrinseca allo sviluppo dei like del canale. Anche qui si apre un dibattito, ma la cosa che dobbiamor icordarci è che sta cambiando il modo di fare foto rispetto al pasato

Videogiochi. Sempre più giochi per il cellulare comprendono una sezione di chat. In queste chat si utilizza un linguaggio dipendente direttamente dal gioco in se, a volte in tempo reale sulla partita che si sta giocando, a volte invece di caratterere meno immediato ma assolutamente contestualizzato dalla app che si sta utilizzando.

App Lo sviluppo delle app ha poi incominciato a subentrare nella vita moderna sempre di più Pensaimo alle app per la gestione del tempo, per il monitoraggio delle attività sportive, per le attività di condivisione di contenuti e via dicendo fino ad arrivare alla percezione che noi abbiamo delel app all’interno del contesto. Senza farla troppo lunga, molti genitori hanno la necessità di monitorare i figli che corrono il rischio di usare troppo i devices digitali e quindi ci si ingegna a volte a impostare i blocchi e a trovare sotterfugi per impostare una abitudine non esistente fino a poco tempo fa

4. Il multimediale da estrinseco a intrinseco

Ora arriviamo al dunque. Il multimediale quando è nato consisteva nel fare siti internet, qualche animazione e al più cd rom. Erano prodotti separati in qualche modo dal contesto sociale che non andavano ad influenzare il tessuto se non per ciò per cui venivano utilizzato. Erano elementi aggiuntivi al contesto sociale. A seguito del massivo aumento e della frammentazione dei canali di comunicazione i media sono passati dall’essere strumenti esterni a noi quasi a fare parte dell’essere umano.

Sembra una esagerazione ma potremmo fare un paragone con gli strumenti meccanici, immaginereste una società senza mezzi di trasporto? No vero. Ecco il centro del discorso è appunto questo. I media sono entrati a far parte del modo di pensare di esprimersi e di comunicare (inteso in senso ampio) della società attuale.

Ma se come è noto il linguaggio influenza il modo di pensare non si può non concludere che oggi stiamo usando molti linguaggi differenti, di cui ognuno contribuirà a modificare il modo di pensare delle persone.

Per questo motivo il multimediale diventa Media Design, ovvero progettazione dei media dove il termine design deve essere preso per ciò che significa: non solo estetica ma progetto, un progetto che tenga conto sia della costruzione del prodotto, che di quella che è al sua parte più importante: l’utente, l’uomo.

5. Quindi

Quindi i media che diventano sempre di più intrinseci al messaggio ne antrano appunto a farnte parte. 
Per chi tratta foto quanto è fondamentale conoscere lo strumento che permette poi di modificarle? E quanto diventa importante il canale sul quale le si propone.

La programmazione che entra sempre di più a far parte della nostra società e che costituisce un vero e proprio linguaggio che parte avrà nella vita di tutti i giorni?

Per questo motivo, e finalmente posso concludere, il media design sarà non solo di importanza strategica fondamentale per la società attuale ma lo sarà sempre di più in futuro. Quindi progettare una app diventerà (non solo sempre più facile) ma anche una attività sempre di più alla portata e sempre più necessaria. Il media design sarà quindi sempre più centrale.

6. La fondamentale importanza del Media Designer e di come dovremmo diventarlo tutti un pò

Il multimediale che diventa media design è e sarà un linguaggio composto da molteplici linguaggi. Semiartificiale perché composto dall’uomo ma “vivo” perché strutturato a partire dalle necessità umane. Intrinseco alla società e ai sistemi di coscienza comune nati dall’avvento di internet.
Quindi la scelta sta a noi (e qui mi riferisco ai diversamente giovani come me). Come vogliamo affrontare il futuro immediato? Come lo affronteranno i nostri figli? 

Se il mezzo modifica le abitudini dell’utente e ma questi è parte in causa nella progettazione del mezzo, a differenza dei tempi passati diventa fondamentale comprendere l’importanza strategica della comprensione profonda dei media.
E quale attività migliore per comprendere la comprensione si qualcosa se non costruendola?

Il futuro sarà affrontato bene se si prenderà cosceinza di ciò che è la progettazione multimediale a partire dalla valorizzazione del proprio lavoro tramite i canali online con il capire di conseguenza l’importanza delle immagini, delle animazioni, dei testi hypermediali e con la conoscenza degli strumenti che si utilizzano.
Riprendendo la mia esperienza nella formazione ai ragazzi di coding per il settore education posso riprendere una frase a me cara: perché essere schiavi dei videogiochi quando puoi costruirteli tu?

Perché essere schiavi dei videogiochi quando puoi costruirteli tu?

7. Tutto quello che ho scritto in questo post è sbagliato

Capisco una possibile critica che io stesso mi sentirei di fare ad un simile ragionamento. Se non cercassi di proiettarmi in un futuro prossimo mi verrebbe da obiettare che per criticare un opera d’arte non c’è bisogno di essere un artista. Potrebbe essere una obiezione lecita in effetti. Se non per un non trascurabile dettaglio. Che utilizzare i nuovi media, app comprese, sentiamo da subito una prima necessità che è quella di personalizzare lo strumento stesso. Partendo da questa semplice necessità in realtà vogliamo andare a plasmare una cosa al nostro modo di pensare.

Se poi proseguiamo e prendiamo come esempio la gestione di un sito internet, molto spesso anche i semplici creatori di contenuti devono essere in grado di appoorre modifiche alla struttura stessa del contenuto. Basti pensare ad un utilizzatore di WordPress che si ritrova a voler personalizzare i testi o la struttura di una pagina.. e che fino ad un certo livello può procedere con quanto offerto dall’interfaccia.. ma ci si può trovare nella situazione di capire quantomeno le basi del funzionamento di un css. Questo solo per fare un esempio. Proseguendo invece, le necessità saranno quelle di essere in grado di sapere quantomeno dove mettere le mani, senza le basi del media design sarà più complesso migliorarci.

8. Il Media Design e i piloti di Formula 1

Non sono particolarmente appassionato di Formula 1 ma il livello tecnico raggiungo mi ha sempre entusiasmato. Ebbene se proviamo a immaginarci in un posto di lavoro dove vogliamo veramente essere al top proviamo a pensare di essere un pilota di fomula 1. Ovviamente non è un meccanico, ed è circondato da un team di esperti, ma se non avesse cognizioni di meccanica non potrebbe mai contribuire a migliorare l’auto sulla quale gareggia.

Grazie per l’attenzione

Ci tengo molto a questo articolo sul media design. Se vuoi esprimere un tuo parere scrivimi.