Rev 1 dic 2019

Ciao e benvenuto, ti do il benvenuto perché questo è un articolo un po’ particolare. Innanzitutto l’ho scritto tempo fa, ma solo ora mi sono deciso a pubblicarlo. In effetti non è semplice ammettere i propri errori, ma se può servirti ad evitarli, lo faccio volentieri.

Una domanda mi viene fatta spesso dai miei studenti: com’è fare il grafico freelance?

Poiché la mia missione è quella di formare i professionisti di domani nel campo della grafica  e del multimediale, è facile capire come questo argomento mi stia molto a cuore.

Pertanto, per rispondere a questa domanda, farò una cosa molto particolare: non dirò cosa fare ma cosa NON fare, o quantomeno le cose che avrei voluto NON fare io 😉

Infatti, se continuerai a leggere, troverai i principali errori che ho commesso avviando la mia prima partita iva, dal 2001 al 2007 e poiché sicuramente me ne verranno altri, avrò cura di aggiornare l’elenco. Questa infatti è la prima revisione.

Errore #1: non avere un mentore

Quando decisi di mettermi in proprio iniziai facendo di testa mia, non avevo parenti che o amici che avrebbero potuto consigliarmi, e non mi venne in mente di cercare qualche consulente in grado di aiutarmi. Di conseguenza mi ritrovai a sperimentare tutto sulla mia pelle.

Sarebbe bastato contattare qualche altro grafico freelance (anche con specializzazioni differenti dalle mie) e chiedergli se fosse stato disposto a farmi da guida e magari sarebbero nate anche collaborazioni interessanti.

Errore #2: scegliere un commercialista non valido

Scelsi un commercialista accomodante e non molto dispendioso, nonostante le sue buone intenzioni non ricevetti i consigli corretti e questo mi costò parecchio. So che la scelta del commercialista è sempre complessa ma è meglio non risparmiare.

Errore #3: iniziare senza una rete

La rete di contatti è fondamentale per il libero professionista. Senza non si va da nessuna parte a meno che tu non preveda investimenti consistenti in termini di denaro o di tempo. Quando arrivai a Milano, non calcolai questa necessità. Pensai che bastasse avviare una regolare ricerca di  clienti… Che errore! Cominciare senza contatti è veramente difficile. A Milano non avevo famiglia o conoscenti: quindi trovare clienti partendo da zero e senza rilevanti investimenti economici è stato un disastro!! 

Errore #4: essere un perfezionista

Essere un perfezionista in questo campo è come andare avanti con il freno a mano tirato. Liberarsi da questa condizione non è stato facile e ci è voluto tempo. Anche in questo caso avere un mentore avrebbe potuto aiutarmi.

Nel settore creativo, dove un lavoro potenzialmente non è mai terminato, diventa poi particolarmente deletereo.

Errore #5: avere un piano a 360°

“Vado matto per i piani ben riusciti” questa è una delle frasi che chi, come me ha vissuto gli anni ’80 ha più volte fatto sua. Infatti aveva ragione Hannibal Smith dell’A-Team.

Quando aprii la prima partita iva avevo un piano troppo generico, iniziai accettando progetti di visual design in troppi campi differenti.

Accettare progetti sfidanti può essere interessante ed utile per allargare il proprio portfolio ma bisogna avere un obiettivo ben preciso prima di pianificare il resto. Se lo avessi fatto sarebbe stato tutto più facile. Avrei risparmiato soldi e tempo.

Tornassi indietro: inizierei proponendomi con tipo di servizio preciso, ad esempio: elaborazioni fotografiche. Cercherei clienti di quella tipologia accettando altri lavori solo su richiesta. Ma il brand primario sarebbe stato preciso e mirato, non a 360° e solo in un secondo momento avrei aperto ad altri cluster.

Errore #6: non investire da subito nella attrezzatura giusta

All’inizio ho pensato che avrei risparmiato iniziando con una attrezzatura base. Non avevo pensato al risvolto negativo. Ad esempio, un computer lento ti fa perdere tempo, dopo poco lo devi cambiare e questo ti porta ulteriore perdita di tempo oltre che a maggiori difficoltà di pianificazione delle spese. 

Fai un elenco ragionato di cosa ti serve. Non buttare via soldi ma acquista attrezzatura professionale. Metti in conto di fare un piccolo investimento, sarà utile anche per permetterti di avere una maggiore percezione della tua nuova attività (se investi sarai più incentivato a metterci grinta 😉 )

Considera anche l’impatto verso i clienti, un grafico freelance deve fare la sua figura!

Errore #7: troppo tempo impiegato nella progettazione della linea grafica personale

A meno che tu non abbia da subito una idea ben precisa, non ha senso pensare di sviluppare il proprio brand considerandolo come definitivo dall’inizio: potrai sempre cambiarlo in seguito. Se non hai le idee chiare (e questo può avvenire poiché quando si progetta per sé stessi non si è imparziali e quindi tutto è più difficile) l’importante è iniziare. Gettare le basi ti aiuterà anche a comprendere meglio come sviluppare tutto in seguito.

Errore #8: scelta del nome dell’attività “a pelle”

Scegliere il nome della propria attività non è semplice, se hai le idee chiare va bene, se scegli di chiamarti in modo semplice, come ho fatto io ora con nome e cognome ad esempio, bene, ma altrimenti la situazione può essere complessa. Prima di perdere tempo informati sulle tecniche di naming per trovare il nome della propria attività, ne ho trovati alcuni particolarmente interessanti e potranno servirti anche per la progettazione del brand dei tuoi clienti.

Errore #9: testi autoprodotti

Da sempre, quando devo scrivere la pagina “chi sono”, ho qualche difficoltà. Scrivere su sé stessi infatti è complesso, o almeno per me non è stato sempre così semplice. Se hai questi dubbi rivolgiti ad un copywriter e fatti preparare un testo ad hoc. Sarà molto più di impatto e potrai utilizzarlo ovunque ve ne sia bisogno: dal sito ai social al cv.

Errore #10: fotografia personale non adeguata

Come per i testi la nostra immagine online è importante, ho cercato di arrangiarmi all’inizio, poi ho deciso di rivolgermi ad un fotografo ritrattista. Lo avessi fatto da subito avrei risparmiato tempo e denaro, ti fai fare un bello scatto e poi lo usi ovunque.

Errore #11: non considerare la gestione del marketing

La rete di contatti non sarebbe bastata comunque, senza la giusta promozione non si va da nessuna parte. Se stai pensando di metterti in proprio rifletti anche su questo aspetto. Sei un bravo grafico? Ok ma sei anche capace di gestire un cliente? Sai vendere il tuo prodotto?

Ho avuto diverse difficoltà a contattare i clienti per la prima volta: un grafico freelance deve essere anche in grado di fare il commerciale.

Quindi, essere un bravo grafico non basta. Considera inoltre che, mentre produci, devi sviluppare la tua attività di promozione altrimenti, a lavoro ultimato, dovrai pensare a trovare altri clienti e si creeranno dei vuoi senza introiti.

Errore #12: cambiare sito internet

Avendo cambiato diverse volte il nome del brand e di conseguenza dominio del sito ho cambiato anche sito. Questo mi ha portato a perdere potenziali visitatori ed a sprecare tempo che un grafico freelance non ha. 

Se terrai lo stesso dominio negli anni, creerai più facilmente fidelizzazione. Io dopo diverse riflessioni sono passato a www.giacomocusano.com e ora sono tranquillo (con tutti i pro e contro che questa scelta può comportare).

Se tornassi indietro userei un dominio con solo il cognome in modo da avere un indirizzo più corto. Farei inoltre un dominio .it È più corto e se scade non dovrai pagare come per il .com.

Errore #13: scegliere un hosting di basso costo

Lascia perdere i sottocosto o quelli italiani che usano tutti, non è detto che siano i più validi, usa da subito un hosting professionale, in cambio avrai un sito molto più veloce, performante, con opzioni che in altre situazioni ti sogni e una assistenza veramente all’altezza.

Errore #14: cambiare indirizzo e-mail

Sembrava facile, invece cambiare e-mail è stato più complesso del previsto, mi è successo quando sono passato da quello personale a quello professionale e da disciplinadigitale.it a giacomocusano.com. È stato difficile perché i sistemi come Google spesso rimandano al vecchio indirizzo, anche se il cliente lo ha cambiato nella sua rubrica. Una scomodità enorme vedere che alcune email ti vengono mandate nell’indirizzo vecchio, che magari controlli solo una volta l’anno.

Anche l’indirizzo che ho ora mi causa qualche problema ad esempio:

Iniziando con mail@ mi capita spesso che mi chiedano: “ma lo leggi tu”? E se non lo fanno noto comunque diffidenza. Inoltre, a volte i sistemi informatici non lo percepiscono come un indirizzo personale e non lo accettano. Per finire: è lungo, diventa scomodo posizionarlo nei biglietti da visita.

Errore #15: essere stato molto creativo ma poco economo

Ahia… solo a parlarne sto male. Prima di aprire partita iva, qualsiasi sia la tua professione valuta se sei capace di gestire il denaro nel modo più preciso possibile. Non è semplice. Anche con i regimi minimi devi mettere da parte una percentuale di denaro in base alle tasse e tenerla “congelata” fin quando non è il momento di pagarle. Capita però che, hai problemi di liquidità, è facile attingere alla “riserva” per poi trovarsi nelle canne al momento di dover pagare. Essere un grafico freelance vuol dire anche saper gestire excel come si deve

Errore #16: aver gestito clienti con troppa empatia

Alcune volte ho gestito i miei clienti entrando troppo in confidenza con loro. Il tutto si è trasformato in una cosa molto ben precisa: telefonate e messaggi a qualsiasi ora e soprattutto piccole richieste che poi facevo fatica a fatturare.

Errore #17: aver sottovalutato l’importanza di un ufficio

Lavorare da casa è complesso, ogni cosa può creare una distrazione. Ora ci riesco bene ma all’inizio è stata dura. Oltre alla fatica a concentrarsi poi c’è il fatto che non si stacca mai dal lavoro. Se puoi valuta uno spazio di coworking, può servirti anche per ampliare la rete iniziale.

Errore #18: aver deciso di fare il freelance

Ti suggerisco di fare il grafico freelance solo dopo aver lavorato per molto tempo presso una o più agenzie valide, acquisirai una esperienza notevole, imparerai a gestire i clienti e a lavorare in gruppo creando conoscenze sempre utili. Spesso la stessa agenzia presso la quale avrai lavorato può diventare una tua cliente. Lavorare da solo non è semplice, deve essere una scelta ponderata.

Errore #19: Non aver frequentato una accademia come lo IED o un istituto come Krisalide 😀

Se tornassi indietro frequenterei da subito le scuole giuste. Non è per dire. Se frequenti una scuola o una accademia raggruppi tutti gli studi in un periodo di tempo definito. Poi sei pronto per affrontare il mondo del lavoro. 

Se invece non puoi frequentare una scuola, conviene pianificare un percorso di studi concentrato e pianificato, in modo da raggiungere obiettivi mirati (come invece ho fatto io).

Errore #20: non aver letto prima questo articolo 😉

Non è stato e non è facile sperimentare in prima persona senza una guida. Ai tempi mi sarebbe piaciuto poter leggere un articolo come questo, se ritieni sia stato utile e desideri esprimere un parere, o se vuoi condividere i tuoi di errori, sei il benvenuto. Commenta o contattami.

Conclusioni

Poiché ho patito molti degli errori commessi sulla mia pelle, non vorrei che li facessi anche tu (anche se commettere errori fa parte del percorso di vita). Quindi se hai qualche dubbio e posso aiutarti scrivi pure nei commenti ti risponderò volentieri.

Ps ora sono alla mia seconda partita iva. Mi occupo felicemente di formazione e quindi ho avuto una seconda possibilità: quella di commettere altri, differenti errori 😉

Dedico questo articolo ai miei studenti dello IED e dell’Istituto Krisalide: se avrete bisogno ci sarò.