Qualche giorno fa mi sono trovato nella classica situazione di dover far fare un test ad alcuni studenti mediante l’utilizzo di strumenti digitali online. Come capita spesso in queste situazioni il problema da risolvere era quello su come evitare che copiassero cercando le risposte online.

Inoltre c’erano altri due fattori che condizionavano la scelta della modalità: da una parte la necessità di verificare il livello di conoscenza acquisita e dall’altra, il bisogno che i ragazzi imparassero realmente gli argomenti proposti. Per capirci, non mi interessava interrogare solo per mettere voti.

Allora ho sperimentato questo sistema che ho chiamato doppio test formativo.

Ho spiegato chiaramente ai ragazzi che avrebbero avuto un test composto da 20 domande di cui 15 obbligatorie per avere la sufficienza. Di queste 15 domande avrebbero avuto la possibilità di cercarne 5 in internet, ma alla condizione che avrebbero dovuto indicare quali fossero le risposte completate in questo modo.

Poi ho fatto presente agli studenti che il test sarebbe stato doppio. La prossima avrei interrogato aspettandomi che loro sapessero esporre almeno quanto avevano scritto nel test.

Ammetto che i loro sguardi erano perplessi in un primo momento. Dopo però hanno capito, se avessero copiato le risposte da internet avrebbero comunque dovuto studiarle! Ecco perché il nome “doppio test formativo

Quello che può capitare in questa situazione quindi è:

  • Lo studente scrive poco ma durante l’interrogazione espone molto e bene: ha studiato dopo il test ma non ha copiato.
  • Lo studente scrive molto ed espone bene; ha studiato e in base al rendimento medio dello studente posso capire se ha copiato o meno
  • Lo studente scrive molto ma espone poco: ha copiato e non ha studiato

La situazione che può accadere più di frequente è che il ragazzo copii per poi studiarsi meglio le risposte. In questo caso però cade nella benevola trappola di avere in realtà già cominciato a studiare nel momento stesso in cui incomincia ad effettuare la ricerca in internet 😉

Si può obiettare a questo punto di aver complicato inutilmente le cose perché sarebbe bastata una interrogazione. Diciamo che, con la sola interrogazione da una parte non avrei ottenuto lo stesso risultato perché avrei dovuto interrogare per forza tutta la classe e mi mancherebbe la parte scritta molto utile per avere un quadro più completo della situazione.

Fargli effettuare una ricerca per poi interrogarli? Apparentemente la stessa cosa, ma senza l’emozione di un test in classe avrebbe funzionato solo con chi di solito si impegna di più.

Concludo ribadendo l’importanza di descrivere tutto il processo e le motivazioni ai ragazzi prima di effettuare il test. Sopratutto l’obiettivo di far sì che la classe alla fine abbia realmente imparato i concetti richiesti nel doppio test formativo

Conclusioni

Se poi sei un docente e avrai l’occasione di provare il doppio test formativo fammi sapere come è andata.

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Immagine di copertina di Mohamed Hassan