Dove si parla di una immagine, di un 6 di un 9 e dell’aiuto della fenomenologia.

Non ce lo meritiamo, in questo periodo non ci meritiamo di veder girare immagini del genere. Ti è mai capitato di vederla girare sui social e magari hai silenziosamente annuito?

Bene vediamo di fare alcune considerazioni: non ce lo meritiamo. Siamo già vittime quotidiane di una società che mette tutto in discussione. Partiamo dalla demolizione della figura autoritaria. Quante volte infatti hai sentito parlare di giudici che decidono in base a preferenze personali? Quante volte hai discusso su arbitri di calcio che, casualmente, sono venduti solo quando vince l’altra squadra? E i professori? Perché ce l’hanno con i nostri figli solo quando questi vanno male e invece sono ottimi quando la prole non ha problemi?

Devo continuare? Parliamo delle enormi e mortali bufale degli antivaccinisti? O dei terrapiattisti?

Ecco questi esempi solo ribadire che viviamo in una società dove tutti possono interpretare qualsiasi cosa. Dove le certezze sembrano scardinate e tutto può essere messo in discussione. Per questo mi innervosisco quando girano immagini, apparentemente innocue che però minano l’oggettività delle cose.

Ora ti starai chiedendo ma perché il post continua se ha già risposto alla domanda? Cosa c’entra la fenomenologia del 6? Un passo alla volta.

La fenomenologia è una disciplina filosofica fondata da Edmund Husserl (1859-1938) … che designa altresì lo studio dei fenomeni in ambito filosofico per come questi si manifestano, nella loro apparenza, alla coscienza intenzionale del soggetto, indipendentemente dalla realtà fisica esterna, il cui valore di esistenza viene messo per così dire «tra parentesi»

Fonte: wikipedia

Ora possiamo proseguire, questa immagine è errata ma interessante. É errata sicuramente perché i numeri non mentono, o vi sono 6 elementi o ve ne sono 9. L’errore di interpretazione è, ovviamente, puramente grafico: manca il riferimento che permette la corretta interpretazione da parte dei due signori.

MA, come spesso accade c’è un MA da qualche parte che svela sempre incredibili verità annullando tutto ciò che c’è scritto prima (forse avremmo tutti più tempo se gli articoli cominciassero dopo il MA… ma (!) questa è appunto un’altra considerazione).

Ciò che invece deve interessarci è un po’ di sana fenomenologia. Ovvero, il 6 è 6 e il 9 è nove, ma nella realtà cosa cambia?

Bene proviamo a immaginare l’effetto che fa il 6. E tu dirai? E che effetto fa? Vediamo alcuni esempi:

  • Mettiti nei panni di uno studente, cosa ti ricorda il 6? Un voto bello o brutto? E se invece i voti andassero dal 18 al 30?
  • Oppure hai un partner che vive al numero 6 di una determinata strada e vedi quel numero quando ogni volta che vai a suonare a quella porta.
  • Magari pratichi o segui un gioco di squadra e il 6 è il numero di un compagno particolarmente bravo o il tuo numero, cosa provi?

Ma gli esempi sono molti, potrei parlare di date importanti, unità di misura e molte altre cose.

Ed è qui che entra in ballo la vera questione della percezione e della fenomenologia. Un cambiamento concreto che avviene nella percezione dell’oggetto in questione, e allora sì che i due personaggi nella vignetta avrebbero ragione.

Ecco il punto. Se non ci rendiamo conto delle diversità di percezione avremo sempre un velo davanti al nostro modo di capire il reale e questo potrebbe rappresentare un problema in molte situazioni. Mettiamoci nei panni di un grafico, di un esperto media designer o di un comunicatore professionista. Per capire l’utilità della fenomenologia proviamo a immaginare la differenza che intercorre tra chi ha compreso (magari inconsciamente) la fenomenologia di base e chi invece agisce come un robot. Chi secondo te riuscirà ad avere risultati migliori?

Certo il discorso è lungo, ma è meglio vivere con una comprensione maggiore che con un velo davanti agli occhi no?

Concludo l’articolo con una frase scritta in un momento imprecisato della notte e con la felicità di poter approfondire il concetto di fenomenologia.

“Il reale pur rimanendo oggettivo vive grazie alla percezione”

Quindi keep calm and…

…dammi il tuo parere 😉