Quando a grande creatività corrisponde grande responsabilità

In ottobre ho tenuto uno dei laboratori che più di ogni altro mi hanno dato soddisfazione. Tramite IED ho infatti tenuto un doppio laboratorio per i Brera Design Days presso la bellissima Microsoft House a Milano.

È stata una sfida per me molto impegnativa perché dei due laboratori uno era di mia ideazione e presentato in anteprima assoluta.

Essendo in anteprima assoluta ovviamente non avevo avuto modo di testarlo prima se non con un piccolo numero di partecipanti, non certo con 6 tavoli e oltre 20 iscritti!

Una grande emozione infatti perché è un tipo di progetto nel quale credo molto ovviamente. Ma prima di tutto vediamo di cosa si tratta.

Progetta il tuo gioco da tavolo multimediale

https://www.breradesigndays.it/2018/eventi/workshop-gioco-da-tavolo-multimediale/

Come ho indicato nella presentazione del progetto i ragazzi hanno creato un vero e proprio gioco da tavolo multimediale basato su una struttura simile al gioco dell’oca. Le dinamiche sono le stesse, tiri il dado e le pedine procedono, ma con una bella differenza :-).

Le componenti tradizionali del gioco sono sviluppate dai bambini stessi che, con carta e matita, hanno creato le regole per una serie di caselle. Ovviamente, come è nel mio stile, gli ho consigliato di cercare di creare anche regole divertenti per cui il “torna indietro di una casella” diventava il “correndo sei andato a sbattere contro un albero e rimbalzi indietro di una casella”… e ovviamente il divertimento è aumentato a dismisura.

La parte elettronica del gioco invece è stata gestita con Scratch e qui i ragazzi hanno incominciato a prendere confidenza con questo bel programma, si sono divertiti moltissimo, inutile dirlo. Peccato solo per il tempo a disposizione perchè non si sarebbero più staccati… Con Scratch hanno creato almeno due animazioni che servivano per altrettante caselle speciali

Le stesse caselle, grazie ad un contatto con il fondo della pedina, attivavano Scratch e avviavano l’inizio della animazione.

Grande soddisfazione e divertimento quindi anche se i bambini ci hanno messo un po’ ad entrare nell’ottica, ma poi, una volta fatto è stato difficile farli smettere.

Perchè credo in questo laboratorio? Ma perché è un ottimo sistema per agganciare i bambini tramite al computer a fargli riscoprire la bellezza di giochi tanto semplici quanto efficaci come i giochi da tavolo tradizionali.

Al termine del lavoro grande soddisfazione mi è arrivata anche dai genitori incuriositi che si sono avvicinati ai tavoli.

E alla fine ho quindi potuto tirare un sospiro di sollievo e prepararmi per il secondo laboratorio:

Costruisci il tuo ecorobot

https://www.breradesigndays.it/2018/eventi/workshop-giocattolo-elettrico-powered-by-ied/

Tinkering vuol dire letteralmente “armeggiare”, “rattoppare” e i laboratori di tinkering sono tra i miei preferiti. Abbiamo iniziato con il capire come funziona un circuito elettrico collegando allegri led colorati ad altrettante batterie, poi ci siamo divertiti con un tipo diverso di circuito che prevedeva l’uso del… Didò come resistenza!

Ammetto che poi far smettere i ragazzi di armeggiare con il Didò non è stato semplice, ma quando hanno sentito che avremmo costruito un divertente robot saltellante, è stato più facile.

Il robot consisteva in un bicchiere di carta che aveva nella sua zona superiore un motorino elettrico collegato ad una batteria. Il trucco consisteva sulla parte rotante un tappo di sughero sbilanciato. Lo sbilanciamento del sughero creava le vibrazioni necessarie a far saltellare il bicchiere da tutte le parti.

A questo punto i genitori hanno cominciato a interessarsi per poi farsi prendere completamente dalla seconda parte dove, con l’ausilio di cannucce, occhietti e mille altre cose colorate, hanno potuto decorare il robot nei modi più pazzi.

Credo si siano divertiti più i genitori che i ragazzi in certi momenti, e questa è stata per me una ulteriore fonte di soddisfazione.

Alla fine cosa posso dire? Tutti soddisfatti e quindi: Missione Compiuta!

Infine i ringraziamenti: In primis lo staff IED per tutta la collaborazione e ovviamente Studiolabo che ha permesso il tutto.