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Articolo creato per gli approfondimenti di Competenza Digitale tenuti presso l’istituto Krisalide di Milano

Parlare di AI al giorno d’oggi fa sempre effetto, vuol dire parlare di qualcosa che è nato da poco e che si evolve ad una velocità impressionante. Ma sono un formatore e il mio compito è insegnare a usare al meglio gli strumenti creativi ai miei studenti e potergli dare una base importante. Sono convinto che solo in questo modo potranno essere sempre un passo avanti e al passo con i tempi.

Quando si parla di AI, sopratutto in ambito creativo, spesso cala il gelo, i sorrisi spariscono e l’atmosfera comincia ad assumere un tono cupo, e dark, un po’ come avviene nei film horror.

Per “scenario dark” mi riferisco alla paura che molti hanno che le intelligenze artificiali appiattiscano la creatività e lo spirito di analisi critica e sopratutto creativa. Questa paura si ha sia rispetto i giovani che la società futura in generale.

Poiché non è possibile fermare le AI, non è possibile evitare che vengano utilizzate, cosa fare quindi? Dobbiamo evitare che gli studenti le utilizzino accontentandosi dei primi risultati prodotti. Questo è il rischio. Questo è ciò che veramente può fermare la creatività. L’accontentarsi dei risultati prodotti facendo assumere alle AI il ruolo non solo di realizzatore ma anche di art director e creativo.

E questo possiamo evitarlo solo grazie ad un corretta formazione.

Dobbiamo fare in modo che si inverta il processo: devono essere le intelligenze artificiali a favore del pensiero dello studente e non viceversa.

Nelle mie lezioni ho già parlato dei principali vantaggi e criticità delle AI ora vediamo perché dobbiamo insegnare a padroneggiarle bene se non vogliamo che ne siano schiavi.

Una situazione simile: le ricerche con Google

Prendiamo ad esempio i motori di ricerca. Se agli studenti non insegniamo a fare correttamente una ricerca (inteso in senso esteso) useranno il motore di ricerca per copia-incolla immediato, magari scrivendo una sola frase, e poi, cosa ancora più grave, si accontenteranno dei primi risultati emersi senza elaborare nulla personalmente.

Questo tipo di azione mi ha sempre irritato: abbiamo a disposizione quasi l’intero scibile umano e, quando facciamo una ricerca online non siano minimamente in grado di andare oltre i primi risultati apparsi. Incredibile! Questo accade perché non solo spesso a livello scolastico c’è carenza di formazione in merito alla realizzazione delle ricerche, ma anche perché spesso non fa una didattica corretta su quelle che sono le modalità di utilizzo degli strumenti digitali di ricerca spesso pensando che tanto i ragazzi nascono “nativi digitali”.

Proviamo a pensare a uno studente che effettua una ricerca utilizzando i libri, elabora il contenuto e lo ripropone. Ora immaginiamo uno studente simile ma in grado di implementare il tutto con approfondite ricerche online. Come vediamo ora a situazione? Meglio la seconda opzione vero?

Quindi riepiloghiamo un attimo:

  • Dobbiamo insegnare ai ragazzi a fare una ricerca su strutture importanti come quelle dei libri
  • Dobbiamo insegnargli a fare ricerche online
  • Dobbiamo insegnargli tutti i trucchi degli strumenti di ricerca online
  • Infine dobbiamo spiegare come fare al meglio il lavoro di sintesi e di produzione finale.

Ecco con le AI dobbiamo applicare lo stesso concetto.

Una prima conclusione

Ok ma ora torniamo a noi. Ho fatto questo esempio delle ricerche online perchè corre su un binario parallelo a quello della gestione delle AI.

Il rischio che corriamo nell’avere paura di affrontare l’insegnamento delle AI è proprio quello di lasciare che i ragazzi autogestiscano questo tipo di esperienza. Se dovesse essere così probabilmente si fermerebbero ai primi risultati ottenuti. Allontanandosi inesorabilmente dalla possibilità di usare lo strumento veramente a loro vantaggio.

Al contrario formare i ragazzi al corretto utilizzo delle AI vuol dire fargli capire che è fondamentale prima di tutto pensare al PROGETTO che vogliono realizzare, e solo dopo passare alla realizzazione con le AI.

In questo modo è il progetto, l’ideazione, che prende il sopravvento sullo sviluppo tecnico e diventa il cuore di qualcosa di ben fatto.

Un po’ come nel mondo fotografico

Oggi tutti siamo facilitati nello scattare foto di buona qualità, basta semplicemente avere un cellulare di fascia alta e il gioco è fatto. Il mondo è pieno di immagini che sembrano perfette e lo sarà sempre di più. Quindi chi è il fotografo che spicca se non quello che riesce a fare scatti irripetibili basandosi appunto su una idea progettuale?

Una seconda conclusione

Quindi non lasciamo che i ragazzi si limitino a produrre contenuti dozzinali, ripetuti, asettici e scialbi, insegnatogli a usare le AI al meglio, insegniamogli a tirare fuori le loro idee e la loro creatività e a saperle rappresentare nel migliore dei modi, anche grazie alle AI che in questo modo saranno al servizio dei ragazzi e non viceversa.

Giacomo Cusano

Crediti: articolo scritto con la mia personale intelligenza analogica, img con Dall-e di Bing

Sitografia consigliata

Se vuoi saperne di più sull’argomento, puoi consultare alcuni dei risultati della mia ricerca web:

Ps come diceva mio nonno: una volta qua era tutto prato 😉