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Prendere appunti: la penna batte la tastiera?

Prendere appunti: la penna batte la tastiera?

Prendere appunti bene è fondamentale. Ma qual è il sistema migliore? Analogico o digitale?

Qualche anno fa stavo tenendo alcune lezioni private sull’utilizzo del computer a un mio cliente avvocato (successivamente diventato mio caro amico) quando, terminati gli argomenti del corso, gli suggerii di proseguire con alcuni metodi per riuscire a scrivere più velocemente al computer ma…

La sua risposta mi stupii molto e mi rimase impressa. Mi disse che lui non voleva imparare a scrivere veloce, preferiva scrivere piano perché lo aiutava a pensare meglio ai suoi casi e a tutte le possibili opzioni.

La sua risposta all’inizio mi spiazzò ma non potei che dargli ragione. Io stesso ho sempre con me un taccuino su cui scrivere le mie idee o prendere appunti. Infatti scriver a mano, piano ma con attenzione, fa sì che abbia molte più idee e spesso le considerazioni si attivano come scintille una dopo l’altra.

Pertanto, incuriosito, ho fatto alcune ricerche per vedere se fosse solo una mia impressione oppure vi fossero ricerche e studi ufficiali al riguardo.

Gli esperimenti scientifici

Pam Mueller e Daniel Oppenheimer, due psicologi rispettivamente della Princeton University e della Università della California hanno dimostrato con tre esperimenti che gli studenti che prendono appunti su carta apprendono molto di più rispetto a chi invece utilizza una tastiera.

Il documento originale della ricerca è visibile su Sage journal:  New research

Gli studiosi hanno effettuato 3 test nei quali è emerso con evidenza che gli studenti che prendevano appunti tramite tastiera sicuramente avevano poi a disposizione una quantità maggiore di informazioni, ma quelli che invece scrivevano a mano avevano attivato indirettamente, un processo di apprendimento molto più efficace.

Questo avviene perchè prendere appunti in modo analogico fa sì che si attivino differenti tipologie di processi cognitivi che potenziano di molto l’apprendimento.

Questo avviene perchè prendere appunti in modo analogico fa sì che si attivino differenti tipologie di processi cognitivi che potenziano di molto l’apprendimento. La mente utilizza molte più connessioni e strutturazioni che più facilmente rimangono in memoria.

Scrivere a mano libera infatti produce diverse sensazioni emozionali, gli stessi caratteri, scritti a mano, provocano emozioni importanti nello studente che, di conseguenza, favoriscono l’apprendimento.

Proprio come mi disse il mio cliente, scrivendo piano si ha il tempo di ragionare meglio, acquisire di più e pensare a molte più opzioni.

E quindi?

Vorrei terminare questo articolo evidenziando però un aspetto importante di questa situazione. É fondamentale pensare a qual’è lo scopo di queste considerazioni che è quello di favorire l’apprendimento. E per favorire l’apprendimento sono convinto che sia necessaria e fondamentale una reale inclusione di entrambi i sistemi (analogico e digitale) e non una presa di posizione a priori.

Ok, sicuramente qualcuno starà pensando: ok Giacomo belle parole ma in pratica?

In pratica non dobbiamo darci limiti. Voglio fare un esempio. Ho i miei amati taccuini che molto mi hanno aiutato nella crescita personale, ma uno dei problemi che il cartaceo ha è la ricerca dei contenuti. Dove avrò scritto quella cosa?

Bene allora ho risolto così. I contenuti più importanti quelli che magari mi possono servire anche in seguito li scansiono velocemente in Evernote e in un attimo sono sono a disposizione su tutti i miei dispositivi e pronti a essere trovati in un attimo!

Questo è solo un esempio e sicuramente l’importanza dell’utilizzo di carta e penna non finisce qui. Ora il mio compito consisterà nel far passare questo messaggio ai miei studenti dei prossimi anni. Vedremo 😉

Bene ho concluso a questo punto un saluto a tutti e sappiate che un riscontro nei commenti è sempre gradito.

Giacomo Cusano

Circa l'autore

Giacomo Cusano

Giacomo Cusano, docente freelance di computer grafica e fotoritocco. Direttore didattico presso l'Istituto Krisalide e professore di computer graphics presso l'Istituto Europeo di Design. Vive e lavora a Milano.

1 Commento

  1. Anonimo

    Interessante analisi di un “fenomeno” così importante come prender appunti sul proprio taccuino preferito .
    Da sempre uso tale strumento ma confermo anch’io che negli anni il problema del riconoscimento del giusto taccuino dove ritrovare gli appunti che servono è diventato frustrante. Devo ammettere che pur continuando ad acquistare il “giusto taccuino per me “ e i “giusti strumenti di scrittura “ ho cominciato a usare la funzione note del mio i-pad . Vi aggiungo anche pdf su cui posso sottolineare, scrivere con la penna in dotazione al tablet .
    Le cose cambiano ma a volte entusiasmano quanto quelle vecchie . Grazie per l’occasione di spunto e approfondimento .
    Leonardo

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